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La distanza tra l’uomo e il suo fine è la copiosità delle sue nefandezze,per cui più ne compie e più il fine ultimo si allontana in distanza.Per non attendere oltre l’uomo può ricondurre il suo tempo allo scopo per cui egli segue il suo fine.Non può l’uomo considerare che tutto quello che conduce al suo personale aspetto esteriore può concludersi in ciò che egli desidera per sé stesso.Ogni azione umana è condotta non per paventare la propria affidabilità verso le proprie aspirazioni,bensì per propugnare una affermazione che l’uomo stesso si impone onde razionalizzare la sua incompetente condizione per poter affermare la propria ignoranza su tutto ciò che non conosce in verità.Ogni condizione che scaturisce dalla impossibilità di condurre nel verso del personale ostacolo che contribuisce alla attesa operosità nel senso buono per proclamare ogni vera attenzione verso tutte le cose è la situazione principale che l’umano considera per poter esplicare ogni ragionevole condizione alla contrarietà affermata contro la verità.Se l’uomo considerasse la suprema affermazione della natura sublime che non si mostra alla scimmia umana ma che è presente,potrebbe considerare il suo stato per la realtà del suo modo,con cui avrebbe ogni possibile acclamazione di ciò che brama per tutto ciò che desidera avere.Non così l’uomo si dispone, per cui ogni azione si pone contro la affermazione vera, per cui tutto è falso in contrarietà alla verità e ogni cosa che l’uomo compie é la somma algebrica della componente essenziale alla conduzione dell'allontanamento progressivo della distanza di ogni sua definizione dalla costante immutabile che é il fine ultimo di ogni buona cosa che insegue il buon fine.Questa è una operazione geometrica in cui è racchiusa tutta la verità per conseguire la disposizione giusta nell’unico verso che ogni cosa deve condurre per disporsi alla salvezza per la gloria di Dio,poiché in ogni fondamento vitale e esistenziale,in verità,c’è la costruzione figurata che include ogni verità nello stato dello assoluto. L’aperta affermazione di ogni completa costruzione geometrica riconduce ad una esperienza che l’uomo ha in sé come affermazione visibile per cui ogni azione contraria alla verità riduce tale affermata costruzione in deformata, per cui la possibilità di avvicinamento è irrisolta,per cui il risultato finale è non corrispondente alla componente che include ogni verità.Con ciò la deformazione si esprime in una completa disgregazione della comprovata affidabilità alla conduzione del contrario opposto per cui ogni aspetto esteriore si concretizza in una visibile deformazione anatomica e biologica per cui ogni azione è deteriorata dalla nuova condizione,per cui tutto è informe e non armonioso nella realtà visibile e vivibile.Così è l’uomo l’oscuro sostenitore di ogni informe e orrendo visuale non orientato in verità.Con questa affermazione contraria l’uomo si pone contro alla ordinata disposizione per cui ogni cosa è contro la volontà che muove ogni cosa nel creato,e questa si oppone anche alla volontà che l’uomo insegue per Dio,per cui nasce il conflitto di appartenenza e con ogni occasione l’uomo si pone contro l’uomo e annulla ogni volontà di armonizzazione per cui l’uomo vive nella confusione dell’instabile effimero e osceno temporaneo inferno che lo proietta fuori dalla condizione creaturale e lo confina nel passato finito per cui ogni cosa è insolitamente e freddamente incapace di svilupparsi in armoniosa esistenzialità nello stato immutabile da cui tutto ha origine e a cui tutto torna.Ogni uomo è una parte di questo movimento armonioso nel creato.Ma l’uomo che non riconosce questa grande verità non si pone contro questa per sconfiggerla, bensì per sconfiggersi e annullarsi.Come ogni percettibile considerazione su di sé l’uomo può configurarsi come superiore fenomeno che si esclude o si include nel movimento dell’azione che lo governa.Con ciò l’uomo può comprendere non solo la sua attitudine alla facoltà di comprendere ciò che non conosce, ma può disporre del bene di Dio per orientarsi nel verso da cui questa viene, per infondere in Dio ogni cosciente capacità a mostrarsi attuabile nella affermazione del visibile come realtà intellegibile nella verità assoluta.
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La distance entre l'homme et sa fin est l'abondance de ses nefandezze,per lequel il accomplit plus en et le dernier fin s'éloigne plus en distance.Pour ne pas attendre au-delà de l'homme il peut reconduire son temps au but pour lequel il suit sa fin.L'homme ne peut pas considérer que tout ce qui mène à son aspect extérieur personnel peut se terminer en ce qu'il désire pour soi même.Chaque action humaine est menée pas pour craindre la propre fiabilité vers les propres aspirazioni,bensì pour soutenir une affirmation que l'homme même s'impose afin que rationaliser sa condition incompétente pour pouvoir affirmer la propre ignorance sur tout ce que ne connaît pas en vérité.Chaque condition qu'il jaillit de l'impuissance de mener en le je verse de l'obstacle personnel qu'il contribue à l'attente diligence dans le bon sens pour proclamer chaque vraie attention vers toutes les choses c'est la situation principale qui considère pour pouvoir expliquer chaque condition raisonnable à la difficulté affirmée contre la vérité.Si l'homme considérât l'affirmation suprême de la nature sublime qui ne se montre pas au singe humain mais qu'il est presente,potrebbe considérer son état pour la réalité de son modo,con lequel il aurait chaque acclamation possible de ce que désir pour tout ce qu'il désire avoir.L'homme se dispose pas ainsi pour lequel chaque action se met contre l'affirmation vraie pour lequel tout est faux en difficulté à la vérité et tout que l'homme accomplit c'est la somme algébrique du membre essentiel à la conduite de l'éloignement progressif de la distance de sa définition de la constante immuable qui est le but dernier de chaque bonne chose qu'il poursuit le bon but.Celle-ci est une opération géométrique dans lequel toute la vérité est renfermée pour obtenir la disposition juste dans le vers unique que tout doit mener pour se disposer au salut pour la gloire de Dio,poiché en chaque fondement vital et esistenziale,in verità,c'è la construction figurée qu'il inclut chaque vérité dans l'état de l'absolu. L'affirmation ouverte de chaque complète construction géométrique reconduit à une expérience que l'homme a en soi comme affirmation visible pour lequel chaque action contraire à la vérité réduit telle construction affirmée en déformée pour lequel la possibilité d'approche est irrisolta,per lequel le résultat final est pas correspondant au membre qui inclut chaque vérité. Avec ceci la déformation s'exprime dans une complète désagrégation de la fiabilité attestée à la conduite du contraire opposé pour lequel chaque aspect extérieur se concrétise dans une déformation anatomique et biologique visible pour lequel chaque action est détériorée par le nouveau condizione,per lequel tout est informe et pas harmonieux dans la réalité visible et vivable.C'est ainsi l'homme le partisan obscur de chaque vue informe et horrible n'orienté pas en vérité.Avec cette affirmation il contrarie l'homme il se pose à l'ordonnée contre disposition pour lequel tout est contre la volonté qui remue tout dans le creato,e celle-ci il s'oppose à la volonté aussi qui l'homme poursuit pour Dio,per lequel le conflit d'appartenance naît et avec chaque occasion l'homme se met contre l'homme et il annule chaque volonté d'harmonisation pour lequel l'homme vit dans la confusion de l'enfer temporaire éphémère et obscène instable qu'il le projette dehors de la condition creaturale et il le confine dans le passé fini pour lequel tout est d'une manière insolite et froidement incapable de se développer en esistenzialità harmonieux en lui resté immuable de lequel tout a origine et à qui tout revient.Chaque homme fait une partie de ce mouvement harmonieux dans la création.Mais l'homme qui ne reconnaît pas cette grande vérité ne se met pas contre celle-ci pour la battre, mais pour les battre et s'annuler.Comme chaque considération sensible sur soi l'homme peut se représenter comme supérieur prodigieux qui s'exclut ou on inclut dans le mouvement de l'action qui le gouverne.Avec ceci l'homme peut comprendre non seulement sa disposition à l'université de comprendre ce qu'il ne connaît pas, mais il peut disposer du bien de Dieu pour s'orienter dans le vers de lequel celle-ci vient, pour donner en Dieu chaque capacité consciente à se montrer réalisable dans l'affirmation du visible comme réalité intellegibile dans la vérité absolue.
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