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T S 3.1
Consapevole è l’umana attitudine a dimostrarsi attentamente orientato,così da attingere ogni divina ispirazione per ciò in cui si cerca di progredire,con la certezza della attuabilità di tutto ciò che si brama per Dio.Ogni attenta disposizione viene accolta con la conspavolezza della divina ispirazione che attinge le onceaniche dimostrazioni per la attività esplicata da chi si orienta nella divina ispirazione.Tutta la capacità intellettiva è superbamente orientata in Dio,per cui ogni disposizione è l’esatto affermarsi della divina volontà.Con ogni attitudine orientativamente attuato l’uomo può considerare la sua capacità a comprendere,poiché ogni inibizione viene rimossa per attestare la completa veridicità dell’impossibile inimmaginario,onnipresente per la Sua natura oltre ogni ragionevole limite contrapposto dalla mente umana.La ostentata contrarietà affermantesi nell’uomo escludentesi da Dio,è la incapacità a voler comprendere la propria effimera inattitudine a conclamare la suprema affermazione di verità,che si manifesta all’uomo,ma che l’uomo non accoglie,per una orrenda opposizione contraria a tutto quello che non è e che non potrà mai essere se non in Dio eppur estraneo a Dio.Ogni uomo ha le facoltà intellettive per comprendere ogni attiva disposizione,ma ha anche la volontà di porsi contro per affermare una orrenda contrarietà che lo esclude dalla verità rivelantesi ad ogni uomo,ma che viene respinta solo da coloro che riconosciutala si mostrano infedelmente contrari al divino ispiratore di ogni disposizione che aiuta l’uomo ad avvicinarsi a quella divina esistenza che promuove questo uomo,di Dio,a creatura sublime opera perfetta del divino creatore,e che contempla la Sua volontà oltre la misera condizione umana,che si lacera in un orrendo controsenso di sé stesso per affermare il nulla delle cose e nelle cose contro il tutto in Dio Javhè.Tutto è così chiaro se l’uomo si arrende alla sua arrogante imperfezione che è sinonimo di bestia umana che si è evoluta per divina intercessione e non per causa di un adattamento ambientale o biologico antropomorfismo.Tutta la vera ancestrale condizione è rinchiusa nella sorprendente capacità intellettiva, che non è una incapacità di esprimende considerazioni evolutive,come lo è per la scimmia evolutasi,bensì per quel casto orientamento che ha posto la natura umana in contatto con l’indefinibile,per cui ogni concetto si è identificato con l’impossibile inimmaginario,così da rendere superfluo ogni legame con l’umano per poter affermarsi nel sé positivo orientamento,contro il niente contro il supremo benefattore.Tutto così si riconcilia, per la creatura, con la attenta disposizione di sé in Dio verità, poiché ogni uomo ha Dio in sé, ma non essendo Dio ha una condizione di attenta disposizione, che viene riconosciuta ed affermata per la propria salvezza oltre il nulla di sé delle cose per la suprema affermazione della gloria di Dio che è l’affermazione dell’impossibile nel visibile reale,così da riconciliare ogni attiva disposizione divina per l’uomo.Non c’è uomo che non ascolti in sé Dio.Javhè é in ogni uomo e ogni uomo ha in sé la consapevolezza della divina presenza.Tutto è in Dio,e l’uomo che non è in Dio è escluso da Dio,ma il suo tempo e oltre non è e non ha nulla se non la sua condizione di orrendo escluso da Dio verità.Questo è il credo.Dio è la verità.Chi ama Dio è in Dio,chi non ama Dio è escluso da Dio verità e la sua opera è segno di morte per la vita e per la fine di sé .
T S 3.2
Considera ogni attrazione dispositiva che si rivela in ogni uomo che si orienta verso il sommo bene.Tutta la vita dell’uomo è una continua attitudine a considerare la suprema volontà che si rivela all’uomo e che ogni creatura accoglie come suprema disposizione.Non tutti accolgono tale attrazione, per cui colui che ha in sé la attenta disposizione è l’eletto di Dio,che acquisisce la suprema disposizione per colmare di grandezza la divina ispirazione che si mostra, si rivela con la suprema disposizione della parola,poiché solo essa e da essa ogni creatura ha la suprema visione di Dio eterno.Colui che ascolta è la beniamina virtù di considerare tutto quello che Javhè ha e che è nell’attimo di sintesi del reale,poiché la suprema volontà ha in sé il reale per colmare di grandezza il suo stato da cui ogni cosa ha origine e da cui ogni volontà scaturisce per l’uomo,per la sua salvezza e per la gloria di Dio,Javhè.Ogni considerazione faziosa sulla natura di Dio e dell’uomo è una imprecisa considerazione,poiché l’uomo tende a considerare più la sua natura che la sua disposizione orientativa che lo pone oltre il ristretto limite di natura e lo conduce nel suo stato che deve ereditare per la sua attenta disposizione nel reale visibile. Ottemperare ad ogni arrendevole contrarietà che si oppone alla verità è una arrogante estromissione della verità che induce l’uomo a porsi dei limiti oltre il possibile,per cui ogni attenta disposizione viene reclamata come oppressione della libera volontà umana, che si manifesta in una oppressione del sé contro di sé.Questa orribile attitudine umana si compie con la deleteria informazione che l’uomo alimenta nella considerevole attitudine a considerarsi estremamente solo con sè stesso, per cui ogni azione viene conclamata come libera affermazione di sé oltre ogni limite di sconsiderata operosità in bene e in male,così da giustificare il male come oppressione della considerata affermazione dell’uomo sulla sua natura,che si alimenta solo con la considerazione del limitato e razionalizzante compito di autoproclamarsi invincibilmente finito nella nullità dell’effimero finito,presente, passato,e altro che induce l’uomo a porsi un limite fuori dalla verità.Questa orrenda considerazione fa sì che questo uomo sia occluso da ogni benevola disposizione,per cui mente alla sua stessa considerazione del sé oltre di sé,per proclamare una oscena menzogna che non provoca che illimitate astrazioni sull’uomo e sul suo comportamento.Ogni azione umana mira alla stolta ed effimera considerazione della superba attitudine a considerarsi nel ristretto compimento dell’evento attuabile per poter dimostrare all’uomo tutta la incapacità di dominare gli eventi sucessivi, così da ricondurre l’uomo sempre e fuori dal non limite dello impossibile,per cui la dimostrazione dell’umana vicenda si compie in un contesto ozioso di componenti attivamente dissociate dai suoi buoni propositi,affermantesi solo in quelle creature che si considerano oltre il limite del possibile.Così ogni attenta disposizione viene accolta con somma considerazione da queste creature,da attuare una insondabile volontà divina,che si oppone alla sopressione della umana considerazione del sé oltre il sé.Questa attiva disposizione conduce l’uomo di Dio a dominare l’evento, che si attua nella consapevolezza della sua stessa veridicità poiché ciò che si compie in verità ha la verità in sé e si investe di ogni suprema attitudine a questa considerazione.Tutta la vita dell’uomo di Dio è così attivamente orientata oltre il sé per sé e per l’affermazione di quella suprema volontà che fà dell’uomo una creatura sublime che è attenta origine di ogni disposizione divina, per cui ogni attesa è una attrazione per quella aspettativa che condurrà questa creatura nella completezza del divino progetto di Dio, che ha nell’uomo la comprimaria partecipazione alla gloria di Javhè eterno nella suprema visione del sé in Dio .
T S 3.3
La considerazione umana per la sua vicenda vissuta è una immancabile attrazione per la propria implacabile attività mentale, che oscenemente disposta ottempera alle inviolabili attrattive sensitive predisposte per la completezza della considerazione creaturale onde disporsi in armonia con la legge che Dio ha per sé e non per la sollecitudine degli uomini a compiere ogni orrenda azione contro sé e contro Dio,come contro gli altri uomini.Questa oscena considerazione è attuata esplicitamente dall’uomo,mosso da instancabile attività mentale, per proporsi come unico limite oltre il quale nulla è se non il possibile dall’uomo.Questa oscena considerazione pone l’uomo al di fuori di sé contro Dio,per cui non solo l’uomo ha un limite,inferiore, ma si esclude dal non limite dell’impossibile,così da estraniarsi completamente dall’intima affiliazione dell’umano dal divino,che è una verità non una realtà.La verità che ogni uomo ha e che molti uomini non riconoscono,è la aspettativa del genere umano,oltre il proprio limite.Poiché questa verità esiste nella essenza creaturale, tale condizione è attuabile non per riconduzione della umana specie ad essa,bensì per divina rivelazione,che attinge ogni disposizione dalla suprema volontà scaturente dallo stato assoluto Astranat at Javhè.Qualsiasi attesa per l’uomo è sinonimo di speranza, ogni aspettativa è sinonimo di verità.Tutta la vicenda umana è altresì una misera riconduzione alla causa prima della umana origine,che ha nella bestia il suo antenato,onde così considerare solo quella condizione primordiale che ha nell’elemento primordiale la sua attrazione effimera e incapace di autoaffermarsi per ciò che si desidera,come è incapace di promuovere ogni accorta disposizione di volontà per elevarsi,evoluzionarsi,oltre la misera condizione primordiale detta.Tutto così è riconducibile alla suprema volontà dalla quale ogni individuo attesta una attesa per sé oltre la propria origine,da cui ogni individuo,con il bene di Dio,può evoluzionarsi per tutto ciò che brama nell’attesa di una aspettativa che lo ponga oltre la propria fine corporale,nello stato da cui ogni celeste creatura viene riformata in forma e sostanza per divina disposizione proveniente dallo stato assoluto il cui nome è Astranat at Javhè.Conformarsi alla divina disposizione è segno di salvezza,poiché ogni attiva disposizione in Dio ricolma di grazia la creatura che Dio ha in sé e che riconduce ogni attiva disposizione alla suprema volontà da cui viene rigenerata allo stato assoluto che è origine di ogni cosa e che tutto è in ogni attesa, così come Dio è in ogni aspettativa.La condizione umana originatasi dalla evoluzione della scimmia è la costante affermazione della inferiorità di tale creatura per il creatore, unico depositario di
ogni potenza, grandezza e gloria.La origine della creatura è il supremo affermarsi del bene di Dio nel visibile,da cui questa creatura ha ereditato il sommo bene per la propria condizione, che evoluzionandosi riconduce non all’immagine di Dio,ma alla suprema volontà che è artefice di ogni disposizione per l’umana condizione e per la umana salvezza per poter così glorificare lo stato da cui ogni cosa viene e a cui ogni cosa torna per divina volontà.Ogni uomo ha Dio in sé, ogni uomo ha il supremo bene di Dio.Ogni uomo ha la capacità di capire e di non volere poiché ogni uomo è con Dio sé, contro Dio sé.
T S 3.4
Offri ogni cospicuo sacrificio alla suprema volontà che ti dispone nella splendida immagine della Sua potenza e gloria,poiché ogni tua attenta disposizione è una lodevole aspettativa per tutto ciò che brami per te stesso in Dio Javhè.La tua azione culmina il tuo desiderio per ciò che brami.Tutto è per la tua salvezza,poiché sei tu ! il vivente con Dio che attesta la Sua onnipresenza per colmare di gloria il suo stato con l’uomo,di Dio.Tutto è in Dio e tu,uomo di Dio sei il comprimario della grandezza di Dio Javhè, poiché è l’artefice che ti dispone, ti orienta per Sè per la tua salvezza e per la Sua gloria.Ogni uomo ha in sé Dio, ma costui non è Dio.Ogni uomo attesta la grandezza di Dio su tutte le cose,e la sua vita è l’attesa della sua completa redenzione in Dio, poiché è la vita che redime l’uomo dalla condizione primordiale che conduce l’uomo alla suprema affermazione dell’inviolabile creatura, celeste emanazione di Dio all’invisibile che si attesta nel reale come creatura unica,inviata,rivelantesi con la divina grazia della parola che è l’arma infallibile della divina volontà.Tu che ascolti sai ciò che scrivi, tu che leggi sai bene ciò che comprendi.Ogni uomo ha la capacità di considerare tutto ciò che riconosce, oltre ciò che comprende,per cui ogni uomo ha la volontà di porsi in armonia con la divina parola per potersi orientare nella disposizione che tutto accoglie in sé onde accreditare ogni conoscenza all’uomo per la completa salvezza dell’uomo dalla misera fine che lo riconduce alla primordiale natura originatasi dalla precaria evolutività dell’elemento primordiale frutto di conoscenza da Dio poiché creato da Dio eterno artefice di tutte le cose.La possibilità della umana specie di condurre la propria natura oltre il suo limite ambiguo ed osceno è costituito dalla suprema riconduzione alla origine creaturale che ha soffuso ogni bene alla scimmiesca essenza onde ricondurre la potente volontà nel visibile reale.Poiché la cecità dell’uomo è una condizione scaturita dalla contrarietà dell’elemento primordiale,questa affermazione viene conseguentemente imposta per affettività da ogni umana specie,che opprimendo ogni deliberato desiderio di brama superiore viene ostacolato dalla oscena corruttibilità del pensiero, per cui ogni attiva disposizione viene ostacolata dalla componente primordiale che riconduce alla sontazione che rifiuta ogni verità affermata e conclamata per divina rivelazione.Ogni opposizione umana è una oscena esclusione da tutto ciò che la verità acclama, poiché ogni deprorevole opposizione viene conclamata come superiore affermazione su tutto ciò che nel possibile reale viene riconosciuto, onde escludere ogni attenta ontariata capacità all’affettività umana esteriormente affermata.Così è la condizione primordiale la principale affezione che disorienta ogni creatura,per cui la capacità intellettiva per riconoscere ogni acclamata verità è la precisa attenzione a tutto quello che l’effimera condizione umana può affermare per ciò che l’uomo brama per sé.Tutta la attività umana mira al proprio osceno affermarsi per la affermazione del proprio Io contro il supremo estendersi di questa effimera condizione oltre il suo limite che rappresenta la costante inibizione del non limite dell’impossibile che conduce ogni attesa nell’aspettativa oltre ogni tempo e oltre la finita natura umana,che ha una affezione esteriormente labile e che viene esclusa escludendosi da tutto ciò che Dio dispone per l’uomo,poiché oltre l’io l’uomo non esiste se non nell’attimo di reale supremazia dell’uomo su sé stesso, creatura unica emanazione della divina natura di Javhè Astranat.
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T S 3.1
Conscient c'est la disposition humaine à se montrer orientato,così attentivement à puiser chaque inspiration divine par conséquent dans lequel on cherche de progredire,con la certitude de la possibilité de réalisation de tout ce qu'on désire ardemment pour Dieu.Chaque disposition attentive vient assemblée avec le conspavolezza de l'inspiration divine qu'il puise les onceaniche démonstrations pour l'activité expliquée de qui s'oriente dans l'inspiration divine.Toute la capacité de l'intellect est orientée en Dio,per superbement lequel chaque disposition est l'exact s'imposer de la volonté divine.Avec chaque disposition orientativamente réalisé l'homme peut considérer sa capacité au comprendere,poiché chaque inhibition elle est enlevée pour attester la complète véridicité de l'inimmaginario,onnipresente impossible pour Sa nature au-delà chaque limite raisonnable opposée par l'esprit humain.La difficulté ostentatoire affermantesi dans l'homme escludentesi de Dio,è l'incapacité à vouloir comprendre le propre inattitudine éphémère à acclamer l'affirmation suprême de verità,che se révèle à l'uomo,ma qui l'homme pas accoglie,per une opposition contraire horrible à tout ce qui n'est pas et qu'il ne pourra pas être jamais si pas en Dieu eppur étranger à Dieu.Chaque homme a les universités de l'intellect pour comprendre chaque disposizione,ma actif il a la volonté aussi de je donnai pour affirmer une difficulté horrible contre qu'il l'exclut de la vérité rivelantesi à chaque uomo,ma qu'elle vient refusée seulement de ceux qui reconnue ils se la montrent infidèlement contraires à l'inspirateur divin de chaque disposition qu'il aide l'homme à se rapprocher de cette existence divine qu'il reçoit cet uomo,di Dio,a créature oeuvre parfaite sublime du creatore,e divin qu'il tempère Sa volonté au-delà de la condition misérable umana,che il se déchire dans un contresens horrible de soi même pour affirmer le rien des choses et dans les choses contre le tout en Dieu Javhè.Tout est si clair si l'homme se rend à son imperfection arrogante qu'il est synonyme de bête humaine qui a évolué pour intervention divine et pas pour cause d'une adaptation antropomorfismo ambiant ou biologique.Toute la vraie condition ancestrale est enfermée dans la capacité de l'intellect surprenante, que ce n'est pas une incapacité d'esprimende considérations evolutive,come il il est pour le singe evolutasi,bensì pour cette orientation chaste qu'il a mis la nature humaine en contact avec l'indefinibile,per lequel chaque idée s'est identifiée avec l'inimmaginario,così impossible de chaque lien rendre superflu avec l'humain pour pouvoir s'imposer dans le soi orientamento,contro positif le rien contre le bienfaiteur suprême.Tout se réconcilie ainsi, pour la créature, avec la disposition attentive de soi en Dieu vérité, car chaque homme a Dieu en soi, mais en n'étant pas Dieu a une condition de disposition attentive, qu'elle vient reconnue et affirmée pour le propre salut au-delà du rien de soi des choses pour l'affirmation suprême de la gloire de Dieu que c'est l'affirmation de l'impossible dans le reale,così visible à réconcilier chaque disposition divine active pour l'homme.Il y n'a pas homme que tu n'écoutes pas en soi Dieu.Javhè est que chaque homme et chaque homme il a en soi la conscience de la présence divine.Tout est en Dio,e l'homme qui n'est pas que Dieu il est exclu par Dio,ma son temps et au-delà il n'est pas et il n'a rien si non entièrement sa condition d'horrible exclu par Dieu vérité.Celui-ci est le credo.Dieu est la vérité.Qui Dieu aime il est en Dio,chi Dieu il n'aime pas il est exclu par Dieu vérité et son oeuvre il est signe de mort pour la vie et pour la fin de soi.
T S 3.2
Il considère chaque attraction dispositif qui se révèle en chaque homme qu'il s'oriente bien vers le faîte.Toute la vie de l'homme est une disposition continue à considérer la volonté suprême qu'il se révèle à l'homme et que chaque créature accueille comme disposition suprême.Pas tous accueillent telle attraction pour lequel celui qui a en soi la disposition attentive c'est l'élu de Dio,che il acquiert la disposition suprême pour remplir de grandeur l'inspiration divine qu'il se montre, il se révèle avec la disposition suprême du parola,poiché seul elle et d'elle chaque créature a la vision suprême de Dieu j'éternise.Celui qui écoute c'est le beniamina vertu de considérer tout celui-là qui Javhè a et qu'il est dans l'instant de synthèse du reale,poiché la volonté suprême il a en soi le réel pour remplir de son grandeur resté de lequel tout a origine et de lequel chaque volonté jaillit pour l'uomo,per son salut et pour la gloire de Dio,Javhè.Chaque considération factieuse sur la nature de Dieu et de l'homme est un considerazione,poiché imprécis l'homme il tend à plus sa nature que sa disposition d'orientation considérer qui le met au-delà de la limite resserrée de nature et il le mène dans son état qu'il doit hériter pour sa disposition attentive dans le réel visible. Obtempérer à chaque difficulté conciliante qu'il s'oppose à la vérité c'est une exclusion arrogante de la vérité qui induit l'homme à je donnai des limites au-delà du possibile,per lequel chaque disposition attentive est réclamée comme oppression de la volonté humaine libre, qu'il se révèle dans une oppression du soi contre soi.Cette disposition humaine horrible s'accomplit avec le renseignement délétère que l'homme alimente dans la disposition considérable à se considérer extrêmement seulement avec soi même pour lequel chaque action est acclamée comme affirmation libre de soi au-delà de chaque limite de diligence inconsidérée en bien et en male,così à justifier le mal comme oppression de l'affirmation considérée de l'homme sur son natura,che il s'alimente seulement avec la considération du limité et razionalizzante réalisés d'autoproclamarsi invinciblement fini dans la nullité du finito,presente éphémère, passato,e autre qui induit l'homme à je donnai une limite dehors de la vérité.Cette considération horrible fait oui que cet homme soit occlus par chaque disposizione,per bienveillant lequel esprit à sa même considération du soi au-delà de sé,per proclamer un mensonge obscène qu'il ne provoque pas qu'abstractions illimitées sur l'homme et sur son comportement.Chaque action objectif humain à la sotte et considération éphémère de la disposition hautaine à se considérer dans l'accomplissement resserré de l'événement réalisable pour pouvoir montrer à l'homme toute l'incapacité de dominer les événements sucessivi, de sorte à reconduire toujours l'homme et dehors du pas limite de l'impossibile,per lequel la démonstration de l'événement humain s'accomplit dans un contexte oisif de composants activement dissociasses par son bon propositi,affermantesi seul dans ces créatures qu'ils se considèrent au-delà de la limite du possible.Chaque disposition attentive vient ainsi assemblée avec considération plus haute de ces creature,da réaliser une volonté insondable divina,che il s'oppose au sopressione de la considération humaine du soi au-delà du soi.Cette disposition active mène l'homme de Dieu à dominer l'événement qui se réalise dans la conscience de sa même véridicité car ce que s'accomplit en vérité il a la vérité en soi et soi il renverse de chaque disposition suprême à cette considération.Toute la vie de l'homme de Dieu est si activement orientée au-delà du soi pour soi et pour l'affirmation de cette volonté suprême que fà de l'homme une créature sublime qui est origine attentive de chaque disposition divine pour lequel chaque attente est une attraction pour cette expectative qu'il mènera cette créature dans le caractère exhaustif du projet divin de Dieu, qu'il a dans l'homme le comprimaria participation à la gloire de Javhè j'éternise dans la vision suprême du soi en Dieu.
T S 3.3
La considération humaine pour son événement vécu est une attraction immanquable pour la propre activité mentale implacable, qu'oscenemente disposé obtempère aux attraits sensibles prédisposés inviolables pour le caractère exhaustif de la considération creaturale afin que se disposer en harmonie avec la loi qui a pour soi et pas pour la sollicitude des hommes à accomplir chaque action horrible contre soi et contre Dio,come contre les autres hommes.Cette considération obscène est réalisée par l'uomo,mosso explicitement d'activité mentale infatigable, pour se proposer comme seul limite au-delà qui est si non entièrement possible de l'homme.Cette considération obscène met l'homme sauf soi contre Dio,per lequel non seulement l'homme a un limite,inferiore, mais il s'exclut du pas limite de l'impossibile,così à s'éloigner complètement de l'affiliation intime de l'humain du divino,che c'est une vérité pas une réalité.La vérité qui a et que beaucoup d'hommes pas riconoscono,è l'expectative du genre umano,oltre la propre limite.Car cette vérité existe dans l'essence creaturale, telle condition est pas réalisable pour reconduction de l'espèce humaine à l'essa,bensì pour rivelazione,che divin il puise chaque disposition de la volonté suprême scaturente de lui resté absolu Astranat at Javhè.Attente quelconque pour l'homme est synonyme d'espoir, chaque expectative il est synonyme de vérité.Tout l'événement humain est une reconduction misérable aussi à la cause premier de l'origine,che humain il a ainsi dans la bête son antenato,onde considérer seulement cette condition primordiale qui a dans l'élément primordial son attraction éphémère et incapable d'autoaffermarsi par conséquent qu'il desidera,come est incapable de recevoir chaque disposition avisée de volonté pour elevarsi,evoluzionarsi,oltre la condition primordiale dite misérable.Tout est ainsi reconductible à la volonté suprême de qui atteste une attente pour soi au-delà du propre origine,da lequel chaque individuo,con le bien de Dio,può evoluzionarsi pour tout ce que désir dans l'attente d'une expectative que je le mette au-delà le propre corporale,nello fin resté de lequel chaque créature bleue vient réformée en forme et substance pour disposition provenante divine de lui resté absolu dont le nom est Astranat at Javhè.Se conformer à la disposition divine est signe de salvezza,poiché chaque disposition active que Dieu plein de grâce la créature qui a en soi et qu'il reconduit chaque disposition active à la volonté suprême de laquelle elle vient régénérée à lui resté absolu qu'il est origine de tout et que tout est en chaque attente, comme Dieu est en chaque expectative.La condition humaine causée le de l'évolution du singe c'est la constante affirmation de l'infériorité de telle créature pour le créateur, dépositaire unique de
chaque puissance, grandeur et gloire.L'origine de la créature est la suprême s'imposer du bien de Dieu dans le visibile,da lequel cette créature a bien hérité le faîte pour la propre condition, qu'evoluzionandosi reconduit pas à l'image de Dio,ma à la volonté suprême qu'il est auteur de chaque disposition pour la condition humaine et pour le salut humain pour pouvoir glorifier ainsi l'état de lequel tout vient et à qui tout revient pour volonté divine.Chaque homme a Dieu en soi, chaque homme a le bien suprême de Dieu.Chaque homme a la capacité de comprendre et de ne pas vouloir car chaque homme est avec Dieu soi, contre Dieu soi.
T S 3.4
Tu offres chaque sacrifice important à la volonté suprême qu'il te dispose dans la splendide image de Sa puissance et gloria,poiché chaque ta disposition attentive c'est une expectative louable pour tout ce que tu désires ardemment pour toi même en Dieu Javhè.Ton action culmine ton désir par conséquent que tu désires ardemment.Tout est pour ton salvezza,poiché tu es tu! le vivant avec Dieu qu'il atteste Son omniprésence pour remplir de gloire son état avec l'uomo,di Dieu.Tout est en Dieu et tu,uomo de Dieu tu es le comprimario de la grandeur de Dieu Javhè, car c'est l'auteur qui te dispose, tu t'orientes pour Soi pour ton salut et pour Sa gloire.Chaque homme a en soi Dieu, mais celui-ci il n'est pas Dieu.Chaque homme atteste la grandeur de Dieu sur tous les cose,e sa vie c'est l'attente de sa complète rédemption que Dieu, car c'est la vie qui rachète l'homme de la condition primordiale qui mène l'homme à l'affirmation suprême de la créature inviolable, émanation bleue de Dieu à l'invisible qu'on atteste dans le réel comme créature unica,inviata,rivelantesi avec la grâce divine du mot qui est l'arme infaillible de la volonté divine.Tu qu'écoutes tu sais ce que tu écris, tu que lois tu sais bien ce que tu comprends.Chaque homme a la capacité de considérer tout ce qu'il reconnaît, au-delà ce que comprende,per de chaque homme a la volonté je donnai en harmonie avec le mot divin pour les pouvoir orienter dans la disposition qui accueille en soi afin qu'accréditer chaque connaissance à l'homme pour le complet salut de l'homme de la fin misérable qu'il le reconduit à la nature causée primordiale le de l'evolutività précaire de l'élément fruit primordial de connaissance de Dieu car créé par Dieu j'éternise auteur de toutes les choses.La possibilité de l'espèce humaine de mener la propre nature au-delà de sa limite ambiguë et obscène est constituée par la reconduction suprême à l'origine creaturale qu'il a diffus chaque bien au scimmiesca essence afin que reconduire le puissant volonté dans le réel visible.Car la cécité de l'homme est une condition jaillie de la difficulté de l'élément primordiale,questa affirmation il vient impôt conséquemment pour affectivité de chaque specie,che humain en opprimant chaque désir délibéré de désir supérieur il est contrarié par la corruptibilité obscène de la pensée pour lequel chaque disposition active est contrariée par le membre primordial qui reconduit au sontazione qui refuse chaque vérité affirmée et acclamée pour révélation divine.Chaque opposition humaine est une exclusion obscène de tout ce que la vérité il acclame, car chaque deprorevole opposition est acclamée comme supérieur affirmation sur tout ce que dans le réel possible il vient reconnu, afin qu'exclure chaque ontariata attentif capacité à l'affectivité humaine extérieurement affirmée.C'est ainsi la condition primordiale la principale affection qu'il désoriente chaque creatura,per lequel la capacité de l'intellect pour reconnaître chaque vérité acclamée est l'attention précise à tout celui-là qui peut affirmer par conséquent que l'homme désire ardemment pour soi.Toute l'activité objectif humain au vraiment obscène s'imposer pour l'affirmation du vraiment Je contre le suprême s'étendre de cette condition éphémère au-delà de sa limite qu'il représente la constante inhibition du pas limite de l'impossible qui mène chaque attente dans l'expectative au-delà de chaque temps et au-delà de la nature finie umana,che il a une affection éphémère extérieurement et qu'elle est exclue en les excluant de tout ce que Dieu il dispose pour l'uomo,poiché au-delà du moi l'homme il n'existe pas si pas dans l'instant de suprématie réelle de l'homme sur soi même, créature émanation unique de la nature divine de Javhè Astranat.
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